22 nov

Per un’innovazione accessibile

google glass
(0)

Sono convinto che l’Innovazione sia un processo, fatto da persone per le persone, che sottopone il pensiero creativo a vincoli e obiettivi, per generare qualcosa di nuovo e originale (prospettive, associazioni, prodotti e servizi…), che abbia un significato, un valore per qualcuno.

Questo valore e questo significato devono essere accessibili, non possono essere nascosti e richiedere di essere spiegati agli utilizzatori, devono essere connessi e parametrabili a quello che conoscono, al loro ecosistema reale. L’argomento è stato affrontato da P. O’Connor su The Rotman Magazine, in un articolo significativamente intitolato “Trovando l’equilibrio fra ciò che è Nuovo e ciò che è Giusto“.

Lo sviluppo delle tecnologie, in un contesto di consumismo esasperato (pensiamo alla “obsolescenza programmata” di alcuni prodotti) e la competizione sfrenata, generano un mercato “saturo” di soluzioni che hanno vita brevissima, e spesso spingono il Product Design alla ricerca della “novità” anziché dell’innovazione – una novità fine a sé stessa, disconnessa dall’esperienza degli utilizzatori, troppo “nuova” per essere accessibile (cioè fruibile, desiderabile e percepita come valore).

In questo caso la tecnologia non ci stupisce più – non trova risonanze nella nostra storia e nel nostro contesto: perché quello che cerchiamo è un coinvolgimento (una user experience) “alle nostre condizioni”.

Parafrasando il grande designer Dieter Rams (“Un buon design è il minimo possibile di design”), O’Connor suggerisce quindi che “L’Innovazione efficace è il minimo necessario di innovazione”.

Uno dei più importanti esempi di innovazione accessibile lo vediamo senz’altro nel product design di Apple – l’innovazione tecnologica è più “nascosta” che esibita, e trova il suo senso nell’esperienza che riesce a trasmetterci. La tecnologia si manifesta attraverso “agganci” all’esperienza e all’ecosistema dell’utilizzatore, qualunque sia il livello di “novità” dell’offerta.

Allora una funzionalità “nuova” (sofisticata ed esoterica) come la possibilità di trasmettere il battito cardiaco tra due Apple Watch è solidamente ancorata all’esigenza e all’esperienza della comunicazione di qualcosa di intimo a una persona cara…

Alla luce di queste considerazioni, provate, ad esempio, a guardare i vari dispositivi “wearable” disponibili o annunciati sul mercato – quanto è visibile la tecnologia? Cosa ci offrono e di cosa ci parlano? La value proposition si inserisce nel nostro “ecosistema”? Sono semplicemente “cool” o sono “ancorati” a esperienze che hanno un “significato”?…

by Marco Ossani

Cosa ne pensi? Scrivi la tua opinione in un commento

Categories: blog
to-top